Oggi vorrei condividere una riflessione che mi ha colpito mentre ero sulla tazza del cesso: la rete è invasa di tutorial fotografici di ogni genere. Sembra ormai che la necessità di un upgrade, su questa o quella tecnica sia impellente come la defecazione quotidiana. Perché in effetti ormai c’è una diarrea di immagini travolgente come un mare di merda, che ci circondano ovunque. E quasi non si riesce più a distinguere il bello dal brutto, il necessario dal superfluo perché non c’è tempo. Tutti hanno bisogno di informazioni tecniche fotografiche: dalle più banali sulla scelta di coppie di tempo/diaframma, alla scelta di schemi di luce, mood fotografici e oltre alle pratiche più sofisticate sullo HSS o le esposizioni multiple e via dicendo. Credo che sullo smartphone mi arrivino almeno una cinquantina di mail al giorno  che cercano di coinvolgermi in sottoscrizioni, aperture di account etc per tutorial e corsi fotografici. Quindi sono rimasto a lungo a pensare prima di mettere on line dei video in cui dire la mia sul fotografare. Per questo ho deciso di bypassare l’aspetto tecnico che è solo il mezzo (per il quale non ho mai fatto ricorso a dei tutorial ma a prove empiriche, e per i più pigri rimando a quanto di reperibile già è in rete) e soffermarmi solo su quello che è il fine. La fotografia è rappresentazione, figurata e verosimile della realtà (quando addirittura non cerca di essere documentazione ed informazione). E’ priva di limiti simbolici e semantici così come costituisce un alibi per curiosare, conoscere e venire a contatto. Quindi ho voluto mettere insieme una serie di clip che ho chiamato photoblister, dove l’accento non è sul mezzo tecnico e nemmeno poi tanto sul risultato estetico, quanto sui soggetti e le loro peculiarità. Per il momento ne ho realizzati tre su diversi tipi di performers: una ballerina brasiliana, una aerial dancer e una performer di burlesque.

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