Collateral 

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L’idea di una raccolta d’immagini da riunire sotto il titolo di “Sguardi collaterali”, è scaturita
da una reiterata e sperimentata separazione tra fotografia intesa come professione e allo
stesso tempo vissuta come strumento di libera espressione creativa.
Lo sguardo collaterale, è uno scarto dell’occhio rivolto per caso o per destino di lato
rispetto al soggetto focalizzato, quel movimento del collo verso un particolare incongruo e non
pertinente, che risiede fuori del nostro campo della visione. Le  immagini surreali,
ironiche, drammatiche, mediate oppure colte nella loro immediatezza, costituiscono una raccolta
di schegge diverse. Il loro unico legame è nascere da un impulso ribelle della visione, che
distoglie lo sguardo dalla scena della routine professionale, e per puro impulso creativo indirizza
la sua attenzione in modo collaterale verso un soggetto inaspettato e del tutto, o quasi, slegato
dalle circostanze professionali. Una rivendicazione di libertà espressiva, che cerca profondità e
spessore in un mondo in cui a volte i meccanismi della visione sembrano essere frettolosamente
orientati e focalizzati entro limiti angusti e superficiali.
Come ha commentato Augusto Pieroni, critico e antropologo:
“La fotografia commerciale e ritrattistica, spesso si svolgono in locations e con modalità
temporaneamente sottratte al normale flusso della vita. A volte quest’ultima trapela nei momenti
più imprevisti dietro ai riflettori, intorno ai cavalletti e agli assistenti. Perfino i reportage presentano
dei controcampi rivelatori che rifocalizzano improvvisamente il pensiero fotografico.
Guido Fuà non ha fatto che collezionare una serie ricca ed eterogenea di simili “sguardi collaterali”,
come li ha definiti lui stesso. Questa raccolta costante d’istanti ha come unico tratto comune quello
di affermarsi come una verità imprevista, che si sostituisce a quella prevedibile e retorica che il
fotografo era stato chiamato a costruire. Momenti in cui lo sguardo fa vacanza, si distrae e si ricrea,
si deconcentra e si diverte, si astrae e sprofonda in un pensiero. Guido Fuà ci offre un itinerario
serrato e rigoroso nella sua costruzione in forma di racconto collaterale, grazie al quale lo spettatore
fissa nella propria mente l’immagine, che può osservare e ponderare nello scenario virtuale di una
fotografia ufficiale ora, per una volta, totalmente invisibile”.

 

The idea of collecting a series of images under the title ” Collateral Glance” has come out from a long experience of separation between photography as a profession but also intended as a medium to freely express feelings and thoughts in a creative way. The collateral glance is a casual and quick look towards something which is out of my field of view and has nothing to do with the subject I’m focusing on, but is particularly fascinating. These images are different splinters only linked by a rebel and creative impulse of vision, which brings the eyes on a completely unespected subject, sometimes irrelevant to the professional circumstances. It’s a claim for free expression, when very often vision is hurriedly limited by narrow and superficial borders.

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